La questione degli asset tangibili per il 2026: perché il platino è al centro dell’attenzione

January 20, 2026
Close-up of a large metallic gear resting on an industrial grid floor, encircled by a glowing red ring of light.

Gli asset tangibili non si comportano più come una copertura di nicchia. Nel 2025, l’oro ha raggiunto decisamente nuovi record, l’argento è balzato di quasi il 150% e il platino è salito di oltre il 120%: un’ampiezza di movimento che, secondo gli analisti, segnala qualcosa di più profondo rispetto a una breve fuga verso la sicurezza. Allo stesso tempo, asset difensivi tradizionali come il dollaro statunitense e i Treasury a lunga scadenza hanno faticato a performare quando il rischio geopolitico si è intensificato.

Man mano che gli investitori guardano oltre la corsa iniziale verso oro e argento, l’attenzione si sposta su ciò che verrà dopo. Con il restringimento delle forniture, la modifica delle classificazioni strategiche e la geopolitica che influenza sempre più i mercati delle materie prime, il platino sta emergendo come una questione centrale per il 2026, piuttosto che come una nota a margine dimenticata.

Cosa sta guidando il cambiamento verso gli asset tangibili?

Il rinnovato scontro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia ha rafforzato la domanda di metalli preziosi, ma non l’ha creata. Oro e argento erano già in rialzo prima che le tensioni geopolitiche riemergessero, spinte da crescenti preoccupazioni sulla disciplina fiscale, la credibilità monetaria e l’affidabilità istituzionale negli Stati Uniti. L’aumento dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza durante gli eventi di rischio è diventato un segnale ricorrente che a essere messa in discussione è la fiducia, non la crescita.

Questo contesto ha messo in luce una vulnerabilità critica nella costruzione dei portafogli. Gli asset che dipendono dalle promesse dei governi – valute e titoli di Stato – non offrono più una protezione costante quando cresce l’incertezza. Di conseguenza, i capitali si sono spostati verso asset completamente esterni al sistema finanziario. In questi momenti, l’oro beneficia per primo, ma la storia mostra che, una volta che il tema degli asset tangibili prende piede, tende ad ampliarsi.

Perché è importante

Ciò che distingue questo ciclo dai precedenti episodi di rischio, secondo gli analisti, è l’erosione della fiducia nei tradizionali beni rifugio. Il dollaro e lo yen hanno faticato ad attrarre i flussi difensivi di un tempo, mentre i Treasury statunitensi hanno reagito allo stress geopolitico con rendimenti più alti invece che più bassi.

Line chart showing the 10-year US Treasury yield over the course of 2025 into early 2026. 
Source: CNBC

I mercati sembrano sempre più sensibili all’entità dei deficit statunitensi e alla percezione che la politica monetaria possa subire pressioni politiche nei prossimi anni.

Gli analisti hanno iniziato a inquadrare il movimento verso gli asset tangibili come strutturale piuttosto che tattico. Ole Hansen di Saxo Bank ha sostenuto che i metalli ora rispondono a “dubbi a livello di sistema piuttosto che a paure dettate dai titoli di giornale”. In questo contesto, la diversificazione all’interno degli asset tangibili diventa importante quanto l’esposizione iniziale, il che aiuta a spiegare perché l’attenzione si sta espandendo oltre l’oro.

Impatto sul mercato dei metalli

L’oro rimane il punto di riferimento, secondo gli analisti, ma il rally eccezionale dell’argento ha iniziato a sollevare interrogativi. Ai livelli attuali, l’argento rischia di provocare un crollo della domanda industriale, soprattutto nei settori più sensibili ai prezzi. Questo non invalida la tesi rialzista, ma la complica, spingendo gli investitori a rivalutare il valore relativo all’interno dei metalli preziosi invece di aggiungere posizioni in modo indiscriminato.

Il platino si distingue in questa rivalutazione. Nonostante la forte performance del 2025, rimane ben al di sotto dei suoi massimi storici e ha sottoperformato l’oro negli ultimi anni. Ancora più importante, la sua dinamica di domanda e offerta appare sempre più fragile. A differenza dell’oro, il platino è sia un asset di investimento sia un input industriale critico, il che lo rende più sensibile ai cambiamenti nella produzione, nella regolamentazione e nella geopolitica.

Vincoli di offerta e realtà industriale del platino

Circa il 42% della domanda di platino proviene ancora dal settore automobilistico, dove viene utilizzato nei catalizzatori. Per anni, le aspettative di una rapida adozione dei veicoli elettrici hanno pesato sui prezzi. Ora queste ipotesi vengono riviste. TD Securities prevede che la domanda di motori a combustione interna, soprattutto negli Stati Uniti, rimarrà più resiliente rispetto alle previsioni precedenti, offrendo un sostegno continuo a platino e palladio.

Allo stesso tempo, l’offerta si sta restringendo. Il World Platinum Investment Council ha riportato che le scorte sopra il suolo ora coprono solo circa 5 mesi di domanda, dopo 3 anni consecutivi di deficit. 

Bar chart showing annual platinum supply–demand balances in thousand ounces from 2014 to 2026 forecast. 
Source: WPIC

Il limitato investimento in nuovi progetti minerari ha frenato la crescita della produzione, lasciando il mercato esposto a shock. Secondo Nicky Shiels di MKS PAMP, il settore affronta “deficit strutturali persistenti” piuttosto che squilibri temporanei.

Geopolitica, metalli critici e scorte strategiche

Le prospettive per il platino sono state rimodellate anche dalla politica. Nel novembre 2025, lo US Geological Survey ha classificato platino e palladio come metalli critici, elevandone l’importanza strategica. Questa designazione ha intensificato le discussioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento, la politica commerciale e la gestione delle scorte sia a livello aziendale che statale.

La possibilità di dazi statunitensi nell’ambito di un’indagine in corso ai sensi della Sezione 232, anche se posticipata, ha rafforzato la tendenza verso scorte “just-in-case”. Nei mercati fisici come Londra, ciò ha contribuito a una stretta artificiale, poiché il materiale viene trattenuto dalla circolazione. In un mondo in cui le risorse strategiche sono sempre più considerate beni nazionali, la formazione dei prezzi non è più un processo puramente economico.

Previsioni degli esperti per il 2026

Le previsioni per il platino nel 2026 riflettono questa tensione tra opportunità e rischio. MKS PAMP vede i prezzi potenzialmente raggiungere i 2.000 dollari l’oncia, mentre TD Securities prevede una media più vicina a 1.800 dollari nella seconda metà dell’anno. Sul fronte più cauto, BMO Capital Markets prevede prezzi intorno a 1.375 dollari, sostenendo che un eventuale eccesso di offerta potrebbe alleviare la pressione sui mercati spot.

Ciò che accomuna queste visioni è l’incertezza sulle scorte. Gli scenari WPIC suggeriscono che continui afflussi sugli exchange potrebbero approfondire i deficit, mentre deflussi sostenuti potrebbero persino portare il mercato in surplus entro il 2026. Questa sensibilità sottolinea perché il platino è sempre più visto come una questione strategica piuttosto che una semplice continuazione del trade sull’oro.

Punto chiave

Il rally degli asset tangibili non riguarda più solo l’oro. Riflette un cambiamento più profondo nel modo in cui gli investitori percepiscono rischio, fiducia e diversificazione. Mentre l’argento testa livelli che mettono sotto pressione la domanda industriale, il platino si sta affermando come metallo plasmato da scarsità di offerta, importanza strategica e rischio geopolitico. Per il 2026, i segnali critici da monitorare saranno le scorte, la politica commerciale e se la domanda degli investitori si espanderà oltre l’oro verso l’intero comparto dei metalli preziosi.

Analisi tecnica del platino

Il platino rimane su livelli elevati dopo una forte accelerazione al rialzo, con il prezzo che consolida vicino ai massimi recenti mentre si muove lungo la parte superiore della Bollinger Band. L’ampiezza sostenuta delle bande riflette una volatilità persistentemente elevata, anche se il ritmo dell’avanzata si è attenuato. 

Gli indicatori di momentum mostrano una moderazione piuttosto che un’inversione, con l’RSI che torna verso la linea mediana dopo aver raggiunto livelli estremi in precedenza. Da una prospettiva strutturale, il movimento più ampio rimane intatto sopra l’area dei 2.200 dollari, mentre le precedenti zone di breakout vicino a 1.650 e 1.500 dollari sono ben al di sotto dei prezzi attuali, sottolineando l’entità dell’ultimo rialzo. Nel complesso, l’azione dei prezzi attuale riflette una pausa vicino ai massimi all’interno di un regime di volatilità ancora elevato.

Daily candlestick chart of platinum versus the US dollar showing a strong breakout followed by consolidation near recent highs. 
Sources: Deriv MT5

Le informazioni contenute nel Deriv Blog sono fornite solo a scopo educativo e non costituiscono consulenza finanziaria o di investimento. Le informazioni potrebbero non essere aggiornate e alcuni prodotti o piattaforme menzionati potrebbero non essere più disponibili. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche prima di prendere qualsiasi decisione di trading. I dati sulle performance riportati non garantiscono risultati futuri.

FAQs

Perché gli asset tangibili stanno sovraperformando i tradizionali beni rifugio?

Gli investitori sono sempre più preoccupati per la sostenibilità fiscale e la credibilità monetaria. L'aumento dei rendimenti obbligazionari durante gli eventi di rischio indica tensione piuttosto che fiducia.

La geopolitica è il principale motore dei prezzi del platino?

La geopolitica agisce come un accelerante. I fattori più profondi sono le restrizioni dell'offerta, la classificazione strategica e la domanda industriale.

Perché l'argento sta incontrando resistenza ai livelli attuali?

Prezzi più alti rischiano di ridurre la domanda industriale, rendendo l'argento più vulnerabile a correzioni nonostante il forte interesse degli investitori.

Cosa rende il platino diverso dall'oro?

Il platino unisce l'attrattiva come investimento alla necessità industriale e a una disponibilità più limitata. La sua classificazione come metallo critico aggiunge un premio strategico.

Il platino potrebbe raggiungere i 2.000 dollari nel 2026?

Alcuni analisti considerano quel livello plausibile se i deficit dovessero persistere e la domanda degli investitori si ampliasse. I flussi di inventario restano la variabile chiave.

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